sabato 30 ottobre 2010

Famiglia Cristiana: "Berlusconi è malato e senza autocontrollo"

"La moglie, Veronica Lario, lo aveva già segnalato: uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile. Incredibile che un uomo di simile livello non abbia il necessario autocontrollo".

L’ultima bufera su Berlusconi e la sua corte di ragazze sta provocando ondate di reazioni, una diversa dall’altra. C’è chi, con linguaggio sprezzante, lo esorta a dimettersi. Chi già apertamente lo insulta nelle rubriche tv, con termini da trivio. Chi vede solo l’aspetto etico e chi tenta analisi politiche a freddo, interrogandosi sulle conseguenze. Chi tende a ingigantire e chi tenta di arginare: però nel secondo caso, vedi stampa di destra, con titoloni su tutta la prima pagina. Per una vicenda che si voleva sopire, strana tecnica. E siamo solo all’inizio. Come sa chi ha un minimo di esperienza sul gossip e le sue diramazioni, aspettiamoci il peggio.

Fra tutte queste reazioni ne manca una che faticheremmo a definire, qualcosa che sta fra la tristezza civile e la pietà umana. Non assistiamo soltanto a una tegola sulla testa del Berlusconi politico, primo ministro in carica e aspirante al Quirinale. Né stavolta si può parlare di complotto giudiziario, o tanto meno poliziesco. Semmai, fino a ieri, prevaleva la circospezione. Il fatto è che esistono testimonianze, alcune opinabili ma altre, ahimè, documentate, che creano un duplice ordine di problemi.

Uno, ovviamente, è politico: la credibilità, meglio ancora la dignità, dell’uomo che governa il Paese; i riflessi sulla vita nazionale e sui rapporti con l’estero; l’esempio che dall’alto viene trasmesso ai normali cittadini. I quali non si sognano né trasgressioni né festini, ma da oggi dovranno abituarsi alle variazioni pecorecce sul “bunga bunga”.

L’altro problema, da valutare come se Berlusconi fosse un tizio qualunque, è la condizione che già la moglie, Veronica Lario, aveva pubblicamente segnalato. Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perchè consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro. Si sa che Berlusconi è un generoso, non lesina su aiuti e ricompense. Ma quale tipo di aiuti, e ricompense per che cosa? Incredibile che un uomo di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocrontrollo. E che il suo entourage stia a guardare.

E’ vero che in passato abbiamo avuto personaggi di primo piano che, oggi, non l’avrebbero passata liscia. Altri tempi, però. Altro comportamento di giornali e tv. Altre cautele. O forse allora si taceva o si sminuiva un po’ per prudenza, un po’ per tristezza e un po’, nessuno sghignazzi, per pietà".

Giorgio Vecchiato
da Famiglia Cristiana del 29 ottobre 2010

giovedì 21 ottobre 2010

"Scopelliti e le verità nascoste" di Antonino Monteleone


Un giorno il pentito Vincenzo Curato ha cominciato a parlare coi magistrati rivelando i rapporti, di cui tutti bisbigliavano, tra i fratelli Franco e Mario Straface e uno dei boss della ‘ndrangheta dell’alto ionio cosentino Maurizio Barilari.

Il particolare di non poco conto è che Franco e Mario Straface hanno una bellissima sorella che fa il sindaco di Corigliano Calabro. Qualche migliaio di anime e un ruolo determinante negli equilibri delle cosche della Sibaritide.

I contenuti di quei verbali, anticipati da molti giornali locali e da alcuni siti internet, tra cui “La voce di Fiore”, passarono inosservati. Una cortina di silenzio avvolgeva quelle rivelazioni che risalgono ad oltre 2 anni fa.

Impassibile, Pasqualina Straface, sindaco Pdl, respinse le richieste di dimissioni perché, a suo dire, i fratelli erano una cosa e la sua attività politica erano un’altra. Peraltro all’epoca i due non erano nemmeno indagati.

La sua posizione non è cambiata nemmeno quando i due sono finiti in manette. “Io sono pulita”, ha detto. Poi sono cominciati ad emergere gli appalti truccati, i favori alle aziende di famiglia e i voti ottenuti proprio dalla propaganda dei germani Straface.

Niente lei si è difesa. “Non sono nemmeno indagata”.

Oggi è indagata e nel suo comune sono arrivati i commissari per verificare se (e quanto) il comune ha subito condizionamenti di tipo mafioso. Di fare un passo indietro non se ne parla proprio.

Della storia di Corigliano Calabro e del Sindaco Pasqualina Straface non si parla più sulle pagine delle cronache locali di un quotidiano regionale. E le cose potrebbero presto cambiare.

Così succede anche a Giuseppe Scopelliti.

Una carriera politica fulminante e ricca di successi. A soli 43 anni è governatore della Calabria, la Regione su cui pioveranno milioni di euro di finanziamenti pubblici e disastrada da decenni di mala amministrazione.

E Scopelliti, forte di una condanna della Corte dei Conti (1 milione di euro da rifondere all’erario assieme al dirigente Giuseppe Granata) e di un’altra a 6 mesi di reclusione per omissione di atti d’ufficio nel processo “Longhi-Bovetto”, ha chiesto la fiducia ai calabresi. Che ovviamente con un curriculum così lo hanno preferito a tutti gli altri candidati.

Da dire c’è che in molti a Cosenza e provincia nulla sapevano di questi “dettagli”.

Ma le “brutte notizie” che riguardano Scopelliti non si fermano qui.

I suoi stretti rapporti con l’imprenditore massone, considerato vicino alla cosca Libri di Cannavò, Pasquale Rappoccio. Un incontro a Milano con il boss Paolo Martino. Gli incontri con Nino Fiume e Giovambattista Fracapane (pentiti di ‘ndrangheta) anche loro come Martino organici alla cosca De Stefano di Reggio Calabria. E il banchetto per l’anniversario di matrimonio dei genitori dei fratelli Barbieri (uno dei quali, Mimmo, è finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Meta”; mentre l’altro, imprenditore edìle, ha realizzato opere pubbliche anche per il Comune di Reggio Calabria) a cui prese parte l’attuale ricercato Cosimo Alvaro.

Finché ne parlano le cronache locali a Scopelliti non fa piacere, ma ci passa sopra.

Va detto che non risulta indagato, ma le informative del Ros dei Carabinieri parlano chiaro. E resistono a querele ed intimidazioni.

Durante la puntata di Annozero di giovedì scorso alla quale ho preso parte dallo studio, Lucio Musolino, collega di “Calabria Ora” che di questo e molto altro si è occupato con i suoi articoli, ha ricordato proprio la circostanza del pranzo organizzato dai fratelli Barbieri al ristorante “La Fenice” di Gallico (RC).

La reazione di Scopelliti?

Annuncio in pompa magna di querela a Musolino. Forte dei comunicati deliranti di Maurizio Gasparri e dei commenti al botulino di Daniela Santanché ospite anche lei in studio.

Siccome ci piace stare dalla parte della verità, ecco cosa hanno scritto i Carabinieri nell’informativa allegata al fascicolo dell’inchiesta Meta. Così chi soffia sulla cacca a suon di querele impara a tacere, visto che non intende farsi da parte.

Buona lettura.

Da pag. 272 dell’informativa.

Oltre a quanto già riferito, in ordine al ruolo avuto dal sindaco SCOPELLITI Giuseppe, circa l’assunzione della moglie di BARBIERI Vincenzo, è stato accertato che, effettivamente, la famiglia BARBIERI era in contatto con il citato Sindaco, tant’è che lo stesso, in data 15 ottobre 2006, partecipava al ricevimento tenuto presso il ristorante “Villa Fenice” di Gallico, per i festeggiamenti relativi al 50° anniversario di matrimonio dei genitori dei fratelli BARBIERI. Per la circostanza, il giorno precedente si susseguivano alcuni contatti telefonici, dai quali si desumeva che erano stati invitati al banchetto l’indagato ALVARO Cosimo91 ed i suoi fratelli ALVARO Giuseppe e ALVARO Antonio, (vedasi conversazioni progr. 742 e 743 del
15.10.2006 registrate sull’utenza *********** in uso ad ALVARO Cosimo e convers. Prog. 2370 registrata il 15.10.2006 sull’utenza in uso a BARBIERI Carmelo) nonché FLESCA Manlio Luigi, all’epoca Consigliere Comunale ed il Sindaco di Reggio Calabria, SCOPELLITI Giuseppe (vedasi conversazione prog. 2158 del 15.10.2006 registrata sull’utenza 337/948646 in uso a BARBIERI Domenico).
BARBIERI D.: pronto!
BARBIERI V.: fratello Mimmo!
BARBIERI D.: oh!
BARBIERI V.: senti!…mi ha telefonato ieri sera alle nove Giovani BATA che viene, ora io sono qua, sto andando a Santa Caterina
BARBIERI D.: eh!
BARBIERI V.: eh! e passo di là dalla sala, tu come l’hai messi…non è che hai messo a Nino CARTELLA …
BARBIERI D.: non lo mettevo a Nino CARTELLA io
BARBIERI V.: perché…a Nino CARTELLA non l’hai messo?
BARBIERI D.: non l’ho messo! ne a lui e ne a Paolo …inc…, li sistemiamo, vediamo chi viene, chi non vieneBARBIERI V.: viene! loro due vengono
BARBIERI D.: a Giovanni BATA l’ho messo con Mico Barbieri mi sembra e con coso
BARBIERI V.: si perché da Matteo …inc…
BARBIERI D.: no, no! a quei de non ho sistemato, perché non so se viene Manlio, non so se viene
coso, onestamente…
BARBIERI V.: viene, viene, Manlio viene ! poi non ti ha detto che viene Manlio con il Sindaco pure
BARBIERI D.: va bene!
BARBIERI V.: io sto andando a Santa Caterina che forse gli manca colla
BARBIERI D.: che cosa ha fatto?
BARBIERI V.: gli manca colla forse, vado e gliela prendo
BARBIERI D.: eh! manca colla! ma oggi stanno lavorando?
BARBIERI V.: si! stanno lavorando!
BARBIERI D.: e dove gliela prendi oggi la colla? Enzo!…portiamoci le bomboniere nella sala…ha le
bomboniere…
BARBIERI V.: va bene! ciao!
BARBIERI D.: ciao!
BARBIERI V.: va bene! ciao!

***

Proprio in quest’ultima conversazione, BARBIERI Vincenzo, conversando con il fratello Domenico, gli confermava che il Consigliere FLESCA Manlio Luigi sarebbe arrivato con il Sindaco SCOPELLITI. Sin dal mattino del 15.10.2006, veniva predisposto un servizio di osservazione in località Pettogallico (RC) nei pressi della Chiesa, in cui si sarebbe celebrata la funzione religiosa, nonché presso il ristorante “Villa Fenice” di Gallico (RC) dove, successivamente, i genitori dei fratelli BARBIERI avrebbero intrattenuto gli invitati. Il servizio permetteva di rilevare, oltre la presenza delle autovetture in uso a questi ultimi, anche quelle in uso a soggetti attenzionati nella presente indagine:

ore 11:20 lungo la strada che da Gallico porta a Calanna, nella frazione di Pettogallico, all’altezza della chiesa vengono notate diverse autovetture parcheggiate, fra cui la:
Fiat MAREA S.W. color blu targata AS425TS in uso a BUDA Pasquale;
MERCEDES C 220 CDI targato CJ630WV intestato a CREAZZO Giuseppe, nato a Scilla il 16.11.1963;

ore 12:45 diverse autovetture indicate nella relazione scendono dalla strada che da Calanna porta a Gallico.

ore 13:30 viene riscontrata la presenza di parecchie autovetture notate prima in località Pettogallico; le suddette sono parcheggiate all’altezza del ristorante “Villa Fenice” sul lungomare di Gallico.

13:55 all’interno del viottolo che porta all’ingresso del ristorante “Villa Fenice”, viene notata la presenza delle seguenti autovetture:
LANCIA K color grigio chiaro targata BN128VV, intestata a QUESTURA di ROMA Ufficio Automezzi via San Vitale nr. 1 Roma, con un lampeggiante sul tetto in dotazione alle forze dell’ordine, autovettura solitamente utilizzata dal sindaco Giuseppe SCOPELLITI.

Porsche Cayenne di color nero targato CW474TP, intestata a Finconsumo Banca SPA res. in via Nizza 262/26 Torino, in uso all’indagato FAVARA Gianluca;
Lancia Lybra targata BT459AE, intestata a Finanziaria M3 SPA residente in via Goito 46 Roma, in uso a MARTORANO Santo Alfonso.

***

L’autovettura Lancia K, intestata alla Questura di Roma, alle ore 14:57 del medesimo giorno, veniva notata dal personale operante, transitare a velocità elevata sul lungomare di Catona, proveniente da Gallico e dirigersi sull’A3 direzione Reggio Calabria.

***

Proprio quel giorno, i militari della Stazione CC di Pellaro in servizio di svolgere Ordine Pubblico alla Stadio “Granillo” di Reggio Calabria, in occasione dell’incontro calcistico Reggina-Roma, notavano alle ore 17,45, salire a bordo dell’autovettura istituzionale LANCIA K color grigio chiaro, targata BN128VV tre persone, tra cui il sindaco SCOPELLITI Giuseppe.

***

Il giorno successivo, ovvero il 16.10.2006, alle ore 09.30, all’interno dell’autovettura Fiat Stilo, targata CC130AS, BUETI Natale97 domandava ad ALVARO Cosimo informazioni su chi fosse presente al ricevimento per l’anniversario di matrimonio dei genitori dei fratelli BARBIERI, nonché sul luogo dove si era svolto. ALVARO Cosimo riferiva che il ricevimento era avvenuto presso il ristorante “La Fenice” di Gallico, asserendo che erano presenti: il sindaco Giuseppe SCOPELLITI, MARTORANO Santo Alfonso, l’assessore VILASI Gesuele e tutti gli esponenti del partito della Margherita e dell’UDEUR.
In relazione, alle figura di VILASI Gesuele, si precisa che BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale avevano avuto un incontro con lo stesso, così come evidenziato nelle pagine precedenti. La presenza di esponenti politici, nonché di personaggi appartenenti ad agguerrite associazioni mafiose, non lasciava alcun dubbio sulla centralità di BARBIERI nelle dinamiche criminali e politiche della città di Reggio Calabria.
BUETI Natale: ove siete stati al ristorante o a casa…
ALVARO Cosimo : ..inc…
BUETI Natale: ove?…là…

ALVARO Cosimo: alla Fenice…
ALVARO Cosimo: ..incomp…
BUETI Natale: …e il sindaco era con loro…invitato da lui… da loro o si trovava lì…
ALVARO Cosimo: …no…era li con loro…
BUETI Natale: …è un amico allora si conoscono, Marturano non lo vota però…
ALVARO Cosimo: …ah?…
BUETI Natale: ..però non lo votano…
ALVARO Cosimo: …a chi?…
BUETI Natale: ..Carmelo non lo vota…e con Marturano…
ALVARO Cosimo: …eh?
BUETI Natale: ..Carmelo… c’era pure Marturano…
ALVARO Cosimo: …c’era Marturano, c’era l’assessore VILASI della Provincia…
BUETI Natale: ..tutti Margherita…UDEUR… cosi…
ALVARO Cosimo: ..si…una bella festa compare…
BUETI Natale: …eh…quanti fratelli sono loro…sono tanti…no?…
ALVARO Cosimo: …no…tre fratelli…
BUETI Natale: …quanti fratelli sono?
ALVARO Cosimo: …tre fratelli e una sorella…
BUETI Natale: …a tre sono?…BUETI Natale: …quella là sotto?…

Dei politici tirati in ballo solo Gesuale Vilasi è andato dai magistrati a dire di non aver preso parte a quel pranzo. La sua parola contro quella dei Carabinieri. Ma Scopelliti, nello specifico, intervistato da David Pierluigi per il Fatto Quotidiano ha confermato dicendo che si trovava a pranzo da persone “incensurate”.

Chi vivrà vedrà…

antonino monteleone

sabato 9 ottobre 2010

"Falerna, un documentario sul canale Marco Polo di Sky" di G. B. Romano


FALERNA - Lunedì a mezzogiorno e martedì alle ore 4.30 la cittadina costiera sarà su Sky. Il canale 414 "Marco Polo" della tv satellitare trasmetterà un documentario della serie "Borghi marini" su Falerna. A comunicarlo con tanto entusiasmo Armido Cario, coautore con Armando Orlando del libro "La Calabria del Settecento". Cario è una delle persone intervistate nel corso della realizzazione del programma di Riccardo Marino. Ventitré minuti di trasmissione dedicati a Falerna, ricchi di immagini suggestive e interessanti notizie storiche e antropologiche. Un servizio che offre ai telespettatori aspetti in alcuni casi inediti della cittadina tirrenica. Dal documentario esce fuori una realtà a volte sconosciuta agli stessi falernesi ("Terra di lunghe tradizioni e pescatori"). Una realtà talora migliore di quella che la gente è abituata a vedere. «Un gioiello, che si affaccia nello splendido mare della Calabria, ricco di tradizioni, di costumi popolari e di pesca», toccato dal fenomeno migratorio del Novecento. Il servizio si apre con affascinanti immagini del mare falernese, che gioca un ruolo centrale nella locale economia e con il quale la popolazione ha un rapporto viscerale. Una famiglia di pescatori ne descrive l'importanza per il suo reddito, ma anche le difficoltà a cui il mare sottopone chi sceglie di vivere pescando. Fra l'altro emerge la graduale riduzione della quantità di pesci che si riescono a catturare con le reti. Ne sarebbe causa la cosiddetta pesca a strascico, che rovina i fondali e disturba la deposizione delle uova delle specie ittiche. Di cui il naturalista subacqueo Walter Fratto, un altro degli intervistati del servizio di Sky, evidenzia il rischio d'estinzione insieme con la soluzione adottata per arginare gli effetti deleteri dello strascico.
Per favorire il ripopolamento ittico nei fondali dello specchio di mare antistante alla località falernese di Torre Lupo, a circa novecento metri dalla costa, sono stati creati cinque atolli artificiali con piramidi vuote, i cui numerosi interstizi delle pareti richiamano la presenza dei pesci. Le strutture sommerse si trovano a una profondità tra i diciassette e i quaranta metri. Fratto sottolinea come da qualche decennio l'eccesso di prelievo di pesci dal mare ne abbia mutilato la capacità riproduttiva. Ma Falerna non è solo mare, la cui forza trainante per il territorio è indiscutibile: è anche comunità con la sua storia, le sue tradizioni e i suoi problemi. Proprio per potere affrontare meglio questi ultimi nel 1904 nel borgo storico di Castiglione Marittimo fu costituita la Società operaia di mutuo soccorso "Principessa Jolanda Margherita". Il presidente del sodalizio, Gennaro Grandinetti, nel corso del documentario ne evidenzia l'importante opera svolta a beneficio della piccola comunità. Armido Cario illustra, invece, le fasi storiche falernesi: il primo insediamento nel Paleolitico (lo testimonierebbero tracce rinvenute a Torre Lupo), la fondazione di "Castel Leone" in epoca normanna, la nascita del nucleo abitato dell'attuale Falerna Superiore alle pendici di monte Mancuso nel Seicento.

(tratto da La Gazzetta del Sud del 2 ottobre 2010)