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giovedì 14 febbraio 2013

Verità storica e manipolazione delle fonti: le origini di Falerna

Le origini di Falerna:
il primo atto è del 1616
Di recente, si è scritto di storia locale con molta disinvoltura, alterando la verità storica. Prima la fantasiosa scoperta del "porto di Temesa" nel territorio di Falerna (Quotidiano della Calabria, 30/10/2011); poi l'ipotesi che Falerna si chiamasse Sant'Angelo; infine un atto del 1606, relativo a Feroleto, utilizzato per dire che la chiesa del Rosario e la stessa Falerna sono bizantine e risalgono all'VIII secolo. Inesattezze colossali: Falerna risulta dagli atti a partire dal 1616 e la chiesa Madonna dal Settecento. Una cosa mi sfugge e vi giro la domanda: a chi giova tutto questo? A chi giova la manipolazione storica?

(dalla Gazzetta del Sud del 29/01/2013)
FALERNA - Nell'archivio segreto del Vaticano riportati alcuni riferimenti sulle origini del paese. Il nome del sito citato per la prima volta nel 1616 nell'incartamento relativo ad un concorso religioso (di Giovambattista Romano)
«La ricerca sulle origini del comune tirrenico sta conoscendo negli ultimi tempi un'accelerazione inaspettata... Si registra una nuova tappa della ricerca storica di Cario, che riguarda un documento fondamentale sulle origini di Falerna.
"Grazie all'ausilio dell'Archivio segreto vaticano, ho potuto consultare il breve del 1606 che, fino a giorni fa, era ritenuto il più antico riferimento su Falerna -comunica il giovane appassionato di storia - uno studio approfondito del documento, affiancato dalle autorevoli osservazioni del prefetto dell'Archivio Vaticano, monsignor Pagano, mi ha permesso di scoprire e rivelare che l'atto in realtà non concerne Falerna, bensì Feroleto. Ciò determina decisivi cambiamenti nel modo di vedere e intendere le origini di Falerna. In quell'atto, infatti, si parlava di parrocchia e ciò ha dato spunto, in qualche caso, alla retrodatazione della nascita del casale (seicentesca), oggi capoluogo comunale". In sostanza, secondo Cario, nel riportare il breve del 1606 nel "Regesto per la Calabria", attribuito alla «Parochialis ecclesia Sanctae Mariae, loci Falernae», Francesco Russo sarebbe "incorso in errori di trascrizione e interpretazione".
L'atto in questione "si riferisce - sostiene Cario - alla chiesa parrocchiale di Santa Maria terrae Faleuri, Neocastrensis dioecesis, retta da quattro sacerdoti porzionari. Non si tratta, quindi, di Falerna ch'era nella diocesi di Tropea e nella quale non è mai esistita una parrocchia di Santa Maria. Tra l'altro, fino a tutto il Settecento (persino nel Catasto onciario del 1752), la denominazione Falerna era accompagnata dall'appellativo di casale e non di terra. L'assonanza suggerirebbe, invece, la parrocchia di Santa Maria Maggiore di Feroleto, già attestata nei registri parrocchiali del 1602, da sempre nella diocesi di Nicastro. Inoltre, nel 1595 Feroleto contava ben 388 fuochi, ossia nuclei familiari, e ciò giustificava una chiesa porzionaria (suddivisa tra più parroci), la cui rendita di 24 ducati appariva congrua con il numero degli abitanti. Se a tutto ciò si aggiunge che uno dei religiosi in questione si chiamava Ambrogio Caracciolo, il cui cognome è strettamente correlato con la famiglia dei duchi di Feroleto, il quadro sembra definito".
Se tale tesi corrisponde alla realtà dell'epoca, "il nome di Falerna - prosegue il giovane appassionato di storia locale - è citato, quindi, per la prima volta, nel 1616, nell'incartamento per il concorso pretale, custodito presso l'archivio diocesano di Tropea. Nel documento don Fabrizio Ventura, rettore parrocchiale della chiesa di San Tommaso del casale di Falerna, pertinenza della terra di Castiglione, dichiara di rinunciare al proprio beneficio ecclesiastico per trasferirsi a Gizzeria. Quest'atto testimonia l'origine subalterna di Falerna rispetto all'antico Castel Leone, di cui era casale: un agglomerato elementare di abitazioni rurali sul territorio dell'università (l'odierno comune, ndc), sorto per metterne a coltura i terreni". Poi quel casale, questo il pensiero di Cario, acquisì gradualmente l'autonomia.

giovedì 8 dicembre 2011

"Oltre il tempo. Lampi di storia falernese" di Armido Cario


"Oltre il tempo" è il mio nuovo libro, tutto dedicato a Falerna, alla sua storia, al suo territorio ed alla sua gente.

Perché uno studio su Falerna? Le ragioni sono molteplici, ma cercherò di sintetizzarle. Lo spunto mi è stato offerto dal bicentenario dell'unione comunale tra Castiglione e Falerna, che arricchisce di contenuti e riflessioni il 150° dell'Unità d'Italia. Tuttavia, i motivi che mi hanno spinto all'impresa sono più profondi: restituire ai falernesi pagine di memoria collettiva, sottraendole all'oblio ed alla corruzione di sedicenti storici. L'obiettivo principale è divulgare una conoscenza autentica, libera da opinioni e preconcetti, che stimoli la riflessione ed il pensiero critico. L'obiettivo è, innanzitutto, antropologico: ogni aggregazione umana, ogni comunità ha bisogno di un principio di identità, di un "noi" nel quale riconoscersi.
Ciò vale anche per Falerna, realtà una e trina, territorio multiforme e vario, un angolo di pianeta impastato di acqua e di terra, disteso tra mare, collina e montagna. Anche la storia dei suoi centri abitati è eterogenea: Castiglione è di ascendenza normanna; Falerna è di origine seicentesca e deve la sua fondazione ai D'Aquino; Falerna Marina, l'ultimogenita, è sbocciata e fiorita nell'ultimo scorcio del Novecento.
Il tema della triplicità ricorre e si riflette anche sulla struttura del libro. La prima parte è dedicata alla storia sociale ed amministrativa del comune di Falerna dal 1811 ad oggi, con una particolare attenzione alle tappe dello sviluppo ed allo stile di vita della popolazione. Nella seconda parte ("Istruzione e riscatto sociale in Calabria ed a Falerna"), il 150° dell'Unità è analizzato dal punto di vista dell'istruzione e della crescita culturale poiché, da esse, discende lo sviluppo delle coscienze e dei territori. Infine, nella terza ed ultima parte, prevalgono gli aspetti antropologici e della religiosità popolare, attraverso racconti e descrizioni dei culti e delle tradizioni (Natale, Pasqua, San Tommaso e la Madonna del Rosario); in questa cornice, si colloca una pagina di storia dimenticata, ambientata nel 1905, anno del terribile sisma che atterrò Castiglione.
Al di là di questo, acquistando e leggendo "Oltre il tempo" potrete conoscere una pagina di letteratura popolare falernese sconosciuta ai più. Sfogliare per credere! Buona lettura e... grazie della stima!
Armido (Miro) Cario

P.S. Per essere informati sui contenuti e sulle iniziative di presentazione, che organizzerò in collaborazione con il Comune e con l'Istituto comprensivo di Falerna, potete iscrivervi alla pagina Facebook www.facebook.com/armidocario e cliccare sul tasto "Mi piace".