lunedì 17 novembre 2008

"La storia di Falerna e il fascino della ricerca" di V. Pontieri



"Tutto iniziò nel Seicento… Anzi, nel 1986, anno di pubblicazione di Castiglione e Falerna, ad opera di Armando Orlando e Giovanni Nicastri, prima opera completa e sistematica sulle origini e sulla storia del comune tirrenico. Su Castiglione, sulla sua ascendenza normanna non vi sono mai stati dubbi; sulle parallele vicende di Falerna, invece, negli anni a seguire si è registrato un crescendo d’interesse, condito da pubblicazioni, supposizioni, approfondimenti, promossi da studiosi e da appassionati. Il risultato? Un ventennio di ipotesi e ricerche, le più varie, tutte orientate ad aggiungere elementi di novità oppure a dimostrare personali teorie, più o meno avvalorate da dati oggettivi. Ultima in ordine di tempo è stata la tesi di laurea, discussa all’Unical dalla falernese Tommasina Stella. In precedenza, avevano ottenuto grande risalto e dignità storica, grazie allo scrupolo metodologico ed alla capacità di contestualizzazione, i saggi di Armido Cario sul sorgere e sull’evoluzione della società falernese, arricchiti da un recente commento al Catasto Onciario, da qualche mese disponibile on line. E poi, vi sono le personali indagini di Mario Folino Gallo, deus ex machina del citato Catasto, padre di alcune, personali ipotesi sull’origine bizantina, normanna o, comunque, anteriore al Concilio di Trento dell’attuale centro abitato di Falerna.
A distanza di vent’anni, facciamo il punto sui risultati finora ottenuti dalla ricerca storica, affidandoci all’autorevole Armando Orlando, principale artefice del libro da cui tutto nacque.

Orlando, in quale documento scritto appare, per la prima volta, il nome di Falerna?
«Il primo riferimento storico su Falerna, fino ad oggi conosciuto, è un Regesto Vaticano del novembre 1606, ripreso da padre F. Russo nelle sue opere, in cui è citata “la Chiesa di S. Maria in Falerna”. Nessuna indagine, dal 1986 ad oggi, ha portato alla luce atti o documenti di data anteriore».
Recentemente, è stato restituito alla collettività il Catasto Onciario del 1752, che contiene un’interessante fotografia della Falerna del XVIII secolo. Vi sono tracce di Falerna nei catasti e nei censimenti dei secoli precedenti?
«Decisamente no. Nei Registri Angioini del 1276 non c’è traccia né di Falerna né di toponimi ad essa riconducibili, mentre sono presenti le vicine località di “Martoranum, Amanthea, Petramala, Castellionum, Nucera, Feroletum, Neocastrum” ed altri. Falerna compare per la prima volta nella “numerazione dei fuochi” delle province meridionali nel 1648 con 32 fuochi».

Tuttavia, per la ricostruzione dei secoli passati occorre riferirsi, anche e soprattutto, ai registri ecclesiastici…
«Anche questi non mancano: in alcuni Regesti Vaticani del Trecento sono menzionate sia le località della diocesi (“Amanteae, Castellioni, Petremale, Augelli, Fluminis Frigidi”), sia i comuni (“Amanteae, Fluminis Frigidi, Agelli, casalis Nucerie, Petremale”). Falerna non figura né come luogo religioso né come Comune».

Sarebbe a dire che la tesi avanzata in “Castiglione e Falerna” è, ancora, l’unica credibile?
«Le carte non hanno bisogno di ipotesi, mentre le ipotesi non possono fare a meno delle carte, perché solo le carte sono in grado di dimostrarle, di spingerle al salto di qualità. Nei Registri per il Relevio, la tassa feudale di successione, Falerna figura per la prima volta nel 1636, sotto il possesso di Cornelia d’Aquino, assieme a Conflenti, Castiglione, Serrastretta, Martirano, Motta S. Lucia, Nicastro, Zangarona. Negli stessi Registri, invece, Martirano e Motta S. Lucia figurano già nel 1578, Castiglione e Conflenti nel 1589, Nicastro e Serrastretta nel 1596, Zangarona nel 1619. Solo nell’anno 1647, i Registri annotano la tassa di successione, da Cornelia a Giovanna d’Aquino, pure per Falerna».
E dell’ipotesi sulla fondazione anteriore al Concilio di Trento che ne pensa?
«Il vescovo Domenico Taccone Gallucci, autore di una monografia della diocesi di Tropea pubblicata nel 1904, scrive che “tutte le Parrocchie della Forania di Nocera sono d’instituzione anteriore al Concilio Tridentino, compresa quella di Falconara”, ma qualche rigo dopo aggiunge testualmente: “più recenti sono le Parrocchie di Falerna e di S. Mango”. E siccome la parrocchia di S. Mango risulta fondata nel 1648, si ritiene che anche quella di Falerna sia più recente rispetto al Concilio di Trento che, com’è noto, si è protratto dal 1545 al 1563»".

(fonte: "Calabria Ora" del 14/11/2008)

mercoledì 29 ottobre 2008

"Ottobre piovono libri... anche a San Mango" di G. B. Caravia


"Le manifestazioni del 25 e 26 ottobre 2008 hanno avuto ampia diffusione e sono state pubblicizzate attraverso i seguenti organi di comunicazione: il Quotidiano del 18/09/2008 e del 24/10/2008 Gazzetta del Sud – quotidiano della Calabria – del 15/10/2008 il Domani del 19/10/2008 e del 25/10/2008 CalabriaOra del 25/10/2008, i siti web: http://www.comunedisanmangodaquino.it/, http://www.sanmango.org/, http://www.sanmangomia.it/, http://www.storiacalabria.blogspot.com/, http://www.eventiesagre.it/, http://www.calabrianew.net/, http://www.comunitalia.eu/, http://www.geosearch.it/, nonché attraverso inviti, depliant pieghevole a tre ante, manifesti e locandine.


La manifestazione ha avuto a disposizione 90 titoli, per un totale complessivo di n. 653 libri, di cui: n. 180 nella disponibilità del Comune, n. 110 ricevuti in omaggio da Rubbettino Editore di Soveria Mannelli, n. 80 ricevuti in omaggio dall’associazione Valle del Savuto, n. 283 acquistati per l’occasione. I libri sono stati così utilizzati: Fiabe racconti e libri, per alunni scuola infanzia, elementare e media n. 168; Biblioteca comunale n°78; Casa Culture San Mango d’Aquino n. 7; Fondazione Corrado Alvaro di San Luca (RC) n. 7; a disposizione dei consiglieri comunali n. 24; campagna “Un libro per famiglia” n. 273; volumi distribuiti domenica sera al termine della manifestazione n. 50; tornati nella disponibilità del Comune n. 46.


Nella mattinata di domenica 26 ottobre hanno ritirato libri in omaggio dal Gazebo “Ottobre piovono libri” 179 nuclei familiari. Alle manifestazioni sono stati presenti gli autori di libri: Armido Cario, Adriano Macchione ed Armando Orlando e la Casa Editrice per l’infanzia “Coccole e Caccole” di Belvedere Marittimo.


Si sono esibiti i musicisti: Lucia Morello (voce), Annamaria Samà (pianoforte), Giuseppe Ponzo (organetto, armonica, chitarra, tamburelli), Ivano Biscardi (fisarmonica), Danilo Guido (sassofono). L’attrice Francesca Marchese ha letto brani di fiabe, poesie e brani di autori locali. Il Teatro dell’Acquario – Teatro Stabile dell’Innovazione della Calabria – con la partecipazione dell’attrice Paola Scialis, ha mandato in scena: “La Principessa Audace”, fiaba popolare calabrese, racconto per parole, pupazzi ed ombre".






(tratto da http://www.sanmango.org/, archivio notizie, 27/10/2008)

sabato 18 ottobre 2008

"Il settecento illuminista in Calabria" di Giulia Fresca

«IL SETTECENTO è sovente indicato come il secolo caratterizzato da almeno tre rivoluzioni che hanno trasformato profondamente la storia dell'umanità: una culturale (l'Illuminismo), una politica (quella francese) ed una economica (con la quale è nata l'industria moderna).
Ancora più spesso però è facile soffermarsi su quanto è accaduto in Europa ed in Italia, raramente si analizza la situazione napoletana, quasi mai quella del “profondo” Sud. In particolare la Calabria. È ormai quasi un dato di fatto che il movimento Illuministico del '700 - sotto il vicereame austriaco (1707-1734) e poi sotto quello borbonico - doveva attirare e interessare i letterati calabresi amanti di novità e desiderosi di rinnovamento, e sebbene lo scopo principale degli Illuministi fosse quello di illuminare ed ammaestrare le masse, in Calabria questo
nonavvenne. Infatti, il sapere e la scienza restarono prerogative di pochi eletti con una cultura di elite a discapito delle masse popolari analfabete che, con la loro grossolana ignoranza seguirono inerti e passive sia gli avvenimenti politici che quelli culturali. A voler dare una lettura diversa agli accadimenti che hanno interessato questa regione, sono stati Armando Orlando ed Armido Cario con il volume “La Calabria del Settecento” (Calabria Letteraria Editrice) attraverso una analisi accurata partendo dai documenti: una serie di articoli pubblicati su "Calabria Letteraria", la rivista di cultura e arte fondata da Emilio Frangella nel 1952.
Un saggio di pregevole valenza storica che ripercorre le azioni dinamiche che hanno portato non solo alle rivoluzioni note, ma a ben altre rivoluzioni, sebbene meno conosciute che hanno interessato la Calabria nell'arco di un secolo. La testimonianza di Giacomo Casanova che nel 1743 si trovò a percorrere un viaggio da Cosenza a Martirano, offre al saggio dei due studiosi, l’immagine di una terra emarginata e stanca, abbandonata al suo destino nella quale era raro trovare gente colta e dove lo stesso olio, vera ricchezza del tempo era di pessima fattura tanto da servire alla lubrificazione delle macchine inglesi o di altre nazioni europee.
La mancanza dell’interesse da parte delle famiglie nobiliari e dell’alta borghesia che in altre regioni contribuì a creare sviluppo, comporto, al contrario una “mancanza di sviluppo anche, per esempio, in merito alle nuove tecniche della lavorazione della seta che non arrivarono mai nella nostra regione dove era già radicata la coltura del baco.
Il terremoto del 1638 e quello successivo del 1783 diventano dunque per Armando Orlando ed Armido Cario i punti di riferimento ideali entro i quali fare scorrere le vicende di una terra che è fatta da uomini mossi a piacimento da governanti nello spirito di spartizione e strategie internazionali. «La Calabria laboratorio politico ed il terremoto occasione di mutamento. Ma quali classi si avvantaggiarono degli eventi? E fino a che punto le aspirazioni dei ceti popolari e contadini furono realizzate»?
Domande che trovano risposta nella ricerca minuziosa dei saggisti ma che rimandano ad un quesito ben più inquietante: cosa sarebbe stata oggi la Calabria se essa avesse vissuto un Settecento al passo dei tempi?
«Nel 1798 una relazione da Nicastro del nobile diplomatico tedesco Federico Leopoldo von Stolberg ricorda “le penose carestie, le stentate ricolte, che han tenuto quella popolazione e la tengono tuttavia”. Nel frattempo Napoleone ha concluso la sua prima campagna in Italia, al nord della penisola è stata proclamata la Repubblica Cispadana, il Congresso di Reggio Emilia ha adottato il Tricolore e a Roma è stata proclamata la Repubblica. Nel Sud, regnano ancora i Borbone, ma il conto alla rovescia sta per iniziare…»
(fonte: Il Quotidiano della Calabria del 6 ottobre 2006, rubrica "Libri e letture").

"Ottobre, piovono libri"... anche a San Mango d'Aquino

Dal 1° ottobre torna l’epidemia positiva di Ottobre, piovono libri che per il terzo anno consecutivo contagia il Paese, con oltre 1.000 adesioni (contro le 260 del 2006 e le 500 del 2007), in circa 650 “luoghi della lettura”, da Aosta a Quartucciu, da Luserna a Pantelleria, da Cortina d’Ampezzo a Ostuni, per oltre 1.350 eventi tutti da sfogliare.

Anche "La Calabria del Settecento" aderisce a Ottobre, piovono libri, la campagna di promozione della lettura, che per un mese trasforma l’Italia in un Paese dove il libro è protagonista con oltre 1.350 iniziative distribuite in tutto il territorio. La manifestazione avrà luogo il 25 e 26 ottobre a San Mango d'Aquino: nella giornata di domenica, gli autori allestiranno un gazebo sul corso principale del paese, al fine di distribuire gratuitamente una copia del libro per famiglia. Clicca qui per scaricare la locandina ed il calendario degli eventi.

Il piccolo comune del Savuto abbraccia, quindi, la campagna "promossa dal Centro per il Libro e della Lettura della Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in stretta sinergia con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con l’Unione delle Province d’Italia e con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani: un progetto innovativo per dare visibilità e consolidare il network di soggetti e iniziative che quotidianamente si impegnano per promuovere il libro quale strumento fondamentale di arricchimento personale, presenza familiare, utile e stimolante. Paesi piccolissimi e grandi città, istituzioni centrali e piccole esperienze associative e periferiche, sull’intera carta geografica del nostro Paese, da Nord a Sud, ospitano e danno vita ad una pioggia di occasioni per diffondere la passione per la lettura progettate e realizzate da enti locali, biblioteche statali, civiche, scolastiche, università, scuole, asili, librerie, associazioni e istituti culturali, accademie, centri per anziani, editori, circoli culturali e di lettura, festival e fondazioni, ospedali, case circondariali, comunità montane, enoteche, radio, riviste"...

lunedì 15 settembre 2008

"Cleto, proposto un centro studi sullo spopolamento calabrese" di Giulia Fresca


«È partita da Cleto, in occasione della serata di chiusura di Cletarte 2008, la proposta per la creazione di un di un Centro Studi sul fenomeno dello spopolamento dei paesi calabresi. A lanciarla lo storico Francesco Volpe, ed immediatamente accolta dai relatori intervenuti, Armando Orlando, Armido Cario, Franco Pedatella e dal presidente dell’Associazione Cletarte, Gaetano Cuglietta. La proposta, scaturita al termine dell’incontro sul tema “Emigrazione e spopolamento dei piccoli centri storici” è stata rivolta ufficialmente al professore Vito Teti quale attento analizzatore della realtà calabrese, riportata anche nel suo libro “Il senso dei luoghi”. Partendo dalle ricerche storiche, Armando Orlando è risalito all’alba del 12 ottobre 1492 quando, «fra i 26 uomini della Pinta di Cristoforo Colombo, c’era, un marinaio di nome Antòn Calabrès, originario di Amantea o di paese vicino. Calabrès rappresenta il primo vero emigrato calabrese nel nuovo continente. Da allora l’emigrazione non si è più fermata, e persino nella Costantinopoli occupata dai Turchi cominciò a popolarsi un quartiere di fuggiaschi che sarà denominato “Calabria Nuova”». Secondo Armido Cario «lo spopolamento è figlio di un disagio ed alimento delle dinamiche migratorie. Deve essere dunque rapportato a dinamiche di sistema, soprattutto politiche: in una prospettiva olistica, i piccoli comuni vanno considerati come parte di un tutto. Un'indagine seria presuppone, perciò, lo studio di tutte le variabili concorrenti. La tendenza è di confondere il problema con la causa: si imputa al problema della ridotta dimensione demografica della stragrande maggioranza dei Comuni, l'origine delle inefficienze, degli sprechi e, talvolta, dei costi della politica. Tuttavia, per cambiare bisogna avere idee e per realizzare le idee non servono solo soldi ma occorrono uomini». Da qui l’idea del “ritorno” e della proposta a Vito Teti. «Metteremo il massimo impegno per rendere concreta la proposta per la creazione di un centro studi sul fenomeno dello spopolamento dei paesi calabresi qui a Cleto- ha detto Gaetano Cuglietta- e siamo sicuri che Vito Teti, saprà raccogliere studiosi e soprattutto idee affinché questi luoghi, che si pensa non abbiano un senso, possano ritornare ad averlo: un senso per sentirli, un senso per capirli, un senso per percorrerli, che è quello doppio del partire e del tornare».


(pubblicato da "Il Quotidiano della Calabria" del 4 settembre 2008)

sabato 19 aprile 2008

17 marzo 2008, incontro culturale al Rotary Club del Reventino



«Si è tenuto a Falerna un incontro sul tema “La Calabria del Settecento” organizzato dal Rotary Club del Reventino presieduto da Cristina Murone. Armando Orlando ed Armido Cario, in un qualificato pamphlet dal titolo inequivocabile “La Calabria del Settecento” edito da Calabria Letteraria, offrono un’accurata disamina sugli accadimenti più interessanti che hanno caratterizzato un secolo, durante il quale notevoli e molteplici sono stati i mutamenti economici, politici e sociali anche nella nostra regione. Gli autori pongono l’attenzione sul “valore intrinseco” e sulle ripercussioni storiche determinatesi nel “contesto amministrativo “e negli stili di vita dei Calabresi del Settecento, dove purtroppo, l’illuminismo arrivò con poca convinzione”.
Frutto di una serie di articoli, in un arco temporale abbastanza ampio sulla rivista “Calabria Letteraria”, si guarda al Settecento come spartiacque, secolo ricco di contraddizione fra medioevo e età moderna.
La riflessione inserisce la nostra regione in un contesto più ampio anche estero (l’ammutinamento del Bounty), crea un’interazione tra terremoto e teoria dei buchi neri, la nascita e l’arrivo della massoneria, e poi ancora l’arrivo delle uova di Pasqua di cioccolata.
Ma anche nelle altre parti d’Italia si avverte fortemente il cambiamento: l’arrivo della luce a Milano, il battello a vapore, una vera e propria rivoluzione dei trasporti.
Nel Nord Italia i nobili utilizzavano i fondi e le cascine per lucrare, ma anche le invenzioni per incentivare lo sviluppo. Il Settecento nel Regno di Napoli era oberato da dazi e tasse, le merci dalla Calabria a Napoli soffrivano di ben 40 richieste di dazio. Nel Settecento le famiglie nobiliari calabresi si trasferirono in gran parte a Napoli. Ma la regione subì una mancanza di sviluppo anche, per esempio, in merito alle nuove tecniche della lavorazione della seta che non arrivarono mai nella nostra regione dove era già radicata la coltura del baco, soprattutto a Catanzaro L’olio calabrese, all’epoca di pessima fattura, serviva a lubrificare le macchine inglesi o di altre nazioni europee. Ma c’erano momenti, sia pur isolati, di qualificato sviluppo del territorio, per esempio la produzione di liquirizia della Amarelli avviata nella prima metà del Settecento, ma anche l’arrivo della prima industria siderurgica del meridione realizzata appunto in Calabria.
Ma il vero e proprio gap fu la mancanza di uno sviluppo globale: in altre regioni la borghesia ha creato sviluppo, ma anche le famiglie nobiliari in Nord Italia si privarono di pennacchio e si misero a disposizione di un processo che traendo risorse anche dal latifondo, seppero valorizzare il lavoro dei campi.
Il Settecento in Calabria si contraddistingue per la crescita demografica dopo il terremoto del 1638 e varie pestilenze, ma il sisma ritorna nel 1783 con uno sciame di centinaia di scosse per almeno due anni che provocarono in tutto oltre 30 mila morti.
Per gli autori, comunque, la storia è fatta dagli uomini, anche se la Calabria è solo pedina in uno scacchiere internazionale.
Cambia comunque il rapporto col territorio da sistema del latifondo a cultura intensiva, ma anche importanti mutamenti industriali, con i circuiti estrattivi di Stilo, di Mongiana e la Ferdinandea.
Nel Settecento la Calabria è anche scoperta dai viaggiatori, oltre al Galanti, inviato dal re che scrisse una cronaca, lo stesso Casanova, che lamentava l’arretratezza delle popolazioni, ma importanti problemi di spostamento erano legati già allora alla viabilità per l’asprezza orografica del territorio».




(pubblicato dal quotidiano "La Gazzetta del Sud" del 21 marzo 2008)

Falerna, 2 febbraio 2008: "Incontro con autori falernesi"


«Un incontro con giovani autori falernesi è stato uno degli appuntamenti culturali certo non numerosi nella cittadina tirrenica. Con il sostegno dell'amministrazione municipale al Centro polifunzionale di Falerna Superiore Armando Orlando e Armido Cario, Giuseppe Stella, Michele Menniti hanno incontrato il pubblico per parlare delle loro opere. Tre opere che s'interessano di campi ben diversi, storia, poesia, informatica, dimostrando ancora una volta che la nascita in un piccolo centro di provincia non preclude la possibilità di seguire esaltanti "percorsi culturali e sociali". Nel suo breve intervento di saluto il sindaco, Daniele Menniti, ha rimarcato che, se cinquant'anni fa era difficile trovare in un paesino persone con un certo titolo di studio, oggi sono ancora pochi quelli che offrono nuove idee. «Avere tre persone giovani che siano andate al di là della normalità ci riempie di orgoglio», ha dichiarato. Il suo vice, Michele Belsito, ha espresso soddisfazione per un appuntamento culturale che «dimostra che a Falerna c'è gente che studia». Armido Cario, coautore con Armando Orlando della pubblicazione "La Calabria del Settecento", ha spiegato le ragioni che l'anno spinto a interessarsi di un secolo che ha cambiato il mondo, nella convinzione che «occuparsi della Calabria significa avere consapevolezza storica del proprio essere calabrese». Cario s'è soffermato, tra l'altro, sulla crescita demografica calabrese nel Settecento con la conseguenza della distruzione di intere aree boschive attraverso incendi ("cesine" in dialetto) per reperire nuovi terreni da coltivare. In proposito è il caso di rilevare come la storia oggi si ripeta: gli incendi boschivi estivi dei nostri giorni, sebbene con motivazioni diverse, continuano a depauperare il patrimonio naturale della nostra regione con serie conseguenze a livello idrogeologico. Per Falerna, nata da un casale come "costola" di Castiglione Marittimo, il Settecento segnò la fine del dominio della nobile famiglia D'Aquino. Cario ha evidenziato come nel paese poi si siano «covate idee liberali». Armando Orlando ha parlato della massoneria, di cui facevano parte "spiriti liberi". Le idee massoniche sarebbero state portate in Calabria dagli esuli tornati al seguito delle truppe napoleoniche, dagli studenti universitari. «Dobbiamo molto alla massoneria -ha affermato Orlando- perché ha consentito di manifestare liberamente le proprie idee. I calabresi non hanno avuto istituzioni capaci di formare uomini liberi. Ma la responsabilità dell'arretratezza è degli uomini, non delle istituzioni. Luomo deve sentire dentro di sé la volontà di cambiare». E' toccato successivamente a Giuseppe Stella d'intervenire sulla sua raccolta di poesie, dal titolo "Dillo con le mie parole". Poesie in cui è prevalente l'amore per la donna, non intesa come "oggetto", ma da contemplare. «Amarla significa -ha detto- affrontare la vita in modo stimolante». Stella attribuisce l'origine della sua vena poetica al rispetto che nutre nei confronti della donna. La cui bellezza non sta solo nelle "curve", ma anche in altro, di certo più importante, che il tempo non porta via. Per lui la donna è «una persona con cui condividere momenti, emozioni, desideri». Nelle sue poesie prevale, come accennato, l'amore. Ma non mancano quelle sulla follia della guerra ("Povero illuso chi in essa crede di trovar la pace vera dei propri ideali"); sulla magia della natura, del creato ("Non c'è traccia di nuvole. Eppure nevica"); sull'essenza della vita ("La vita è un mistero. La vita è fede in se stessi. Mai perderla!"); su ciò che si apprezza solo quando si perde, sull'addio ai commilitoni ("Nella camerata sembrava di essere della stessa famiglia"). E ancora sulla dipartita del vecchio papà, sulla violenza della caccia, sull'amore verso il paese natio, su caduti di Nassiriya. A conclusione dell'incontro Michele Menniti ha illustrato le sue due opere: "Corso di Office XP/2003" e "Corso d'informatica". Con esse l'autore «consentirà a molti di avvicinarsi all'informatica» ha chiosato il sindaco. Entrambe sarebbero scaturite da «una dispensa creata per un corso». L'idea poi si sarebbe sviluppata con "un filo logico". E' superfluo sottolineare che si tratta di pubblicazioni destinate in particolare a quanti per svariate ragioni si accostano al mondo dell'informatica. L'evento culturale di Falerna Superiore forse avrebbe meritato una maggiore presenza di pubblico».
(fonte: "La Gazzetta del Sud")

venerdì 21 marzo 2008

Decollatura, 4 gennaio 2008: "Giovani ed emigrazione, storia ed attualità di un problema"



“La Calabria dal Settecento ad oggi: Ripercorrendo la scia dei nostri avi. Giovani ed emigrazione, storia ed attualità di un problema” è stato questo il tema del convegno organizzato venerdì 4 gennaio 2008 presso la biblioteca comunale di Decollatura dal Circolo giovani, insieme a Francesco Saverio Alessio Scrittore, Presidente dell'Associazione Internet degli Emigrati Italiani, ideatore e fondatore del sito http://www.emigrati.it/, Armido Cario Studioso, autore di ricerche storiche e di pubblicazioni nel campo del diritto europeo e Armando Orlando Storico, scrittore, autore di numerosi saggi di storia e letteratura locale.
«La Calabria, come del resto tutto il Sud, è divenuta, almeno da più due secoli, e continua a essere, terra di emigrazione- spiega Luigi De Grazia presidente del Circolo giovani Decollatura- un aspetto particolare perché mentre l’Italia, storica terra di emigrazione si è rapidamente trasformata da qualche tempo in terra di immigrazione, capovolgendo la vecchia realtà, la Calabria, insieme con altre poche regioni italiane, continua a mandare fuori della propria terra la sua ricchezza maggiore, il proprio futuro: i giovani». L’emigrazione uno dei problemi odierni più assillanti, questo è stato il tema centrale dell’evento, di cui si è discusso il modo esauriente grazie al contributo degli importanti ospiti«è bello vedere come il Circolo giovani composto da ragazzi si interessi di questa problematica- racconta Francesco Saverio Alessio- la società calabrese sta scomparendo, è questo tema è l’argomento centrale del libro scritto da me ed Emiliano Morrone “La Società Sparente”, il racconto di una fuga dalla terra d’origine, fuga dolorosa ma necessaria. Un’indagine sul binomio politica - ‘ ndrangheta come causa della nuova e tragica emigrazione dei giovani di oggi». Successivamente è toccato ad Armido Cario autore con Armando Orlando del volume “La Calabria del Settecento” ripercorrere la storia dell’Illuminismo calabrese attraverso le invasioni che si sono verificate durante il ‘700. «Bisogna fare una autocritica per analizzare il fenomeno dell’emigrazione- dichiara Armido Cario- fenomeno da sempre presente in Italia ma in particolare in Calabria, con Armando abbiamo voluto analizzare il ‘700 secolo di grande innovazione e fermento perché tale fenomeno si è diffuso rapidamente ed è diventato abitudine e routine della nostra vita quotidiana. «Bisogna capire-secondo Armando Orlando- che c’è un’esigenza di cambiamento ed i giovani per evitare lo spopolamento e l’emigrazione non devono mollare ma lavorare per creare le condizioni di un mutamento radicale e appropriarsi di una coscienza civica. L’importante per le nuove generazioni è andare fino in fondo per evitare un “esodo” ed una fuga totale, riducendo la Calabria ad un arido territorio».
(tratto da "Espressioni di Vita", space del Circolo Giovani di Decollatura; la notizia è presente, inoltre, sul sito web de "il Circolo del Buon Governo" e sul sito ufficiale di Francesco Saverio Alessio, presidente dell'Associazione internet degli emigrati italiani)

Pubblicata "La Calabria del Settecento"

"Una meticolosa preparazione, una lunga attesa, due presentazioni ufficiali (a Cleto e San Mango d'Aquino) ed infine... un libro! "La Calabria del Settecento", opera del veterano Armando Orlando e dell'esordiente Armido Cario, è realtà. E' di questi giorni l'uscita ufficiale del volume, ampiamente anticipata da Falerna.biz e dalla stampa. Per conoscere i contenuti dell'opera, vi consigliamo di cliccare qui.

Per informazioni ed acquisti, potete inviare una mail a lacalabriadelsettecento@yahoo.it".
(pubblicato dal portale Falerna.biz, 01/10/2007)

mercoledì 19 marzo 2008

"La Calabria del Settecento secondo Orlando e Cario", di Pasquale Vaccaro

«Un tuffo nel passato della nostra regione e più precisamente nella Calabria del settecento. Ed è proprio “La Calabria del Settecento” il titolo del libro, edito da Calabria Letteraria Editrice Gruppo Rubbettino, che Armando Orlando e Armido Cario hanno presentato nei giorni scorsi nella chiesa madre del centro collinare. Il libro che sarà in edicola dalla fine di settembre, nasce da una serie di articoli pubblicati da Calabria Letteraria, la rivista di cultura e arte fondata da Emilio Frangella nel 1952. Nel testo letterario come ci hanno spiegato gli autori, la ricostruzione degli accadimenti della regione è stata fatta tenendo presente due direttrici. Nella prima si è cercato di guardare alle dinamiche di sistema, nazionali ed internazionali: in poche parole, alla politica estera degli Stati Uniti e delle potenze estere: in questo secolo gli inglesi occupano Gibilterra, gli Asburgo si spingono a Oriente, i Savoia diventano re, la Russia si apre alla civiltà europea, gli schiavi neri si ribellano per la prima volta ai Francesi nell’isola di Hispaniola; mentre nella seconda vi è un angolo visuale dominato dalle variabili indipendenti, dalle cause storiche che determinarono il contesto amministrativo e gli stili di vita dei calabresi del Settecento, con la regione che conobbe un forte incremento demografico e poi la carestia, con l’assalto alla montagna e la trasformazione dei boschi in seminativo, con le piante di gelso che vengono abbattute per lasciare il posto alle piante di ulivo, con gli incendi(le “cesine” di antica memoria) che completano l’assalto ai boschi e contribuiscono a provocare una situazione di dissesto idrogeologico i cui effetti si sentono ancora oggi. Armando Orlando già in passato, nel 1995, traendo spunto sempre da altri articoli di Calabria Letteraria scrisse “La Calabria intorno al Mille”, vincitore del Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Autore di numerose opere di storia e di letteratura locale(Storia di una diversità), oltre che di Breve storia dell’emigrazione calabrese per il sito www.sanmango.org egli ha collaborato inoltre negli anni, con quotidiani e periodici in Italia ed all’estero. Nel suo libro San Mango d’Aquino: la storia(1997), Cario curò le traduzioni in latino. Quest’ultimo, laureato a pieni voti in scienze politiche presso l’Università della Calabria, svolgendo anche attività di ricerca ed è autore di pubblicazioni scientifiche nel campo del diritto comparato ed europeo. Tra i suoi saggi di spicco: La giustizia in Italia dalla proclamazione del Regno ai nostri giorni e La scuola calabrese dall’Unità nazionale al secondo dopoguerra. Vive a Falerna, a cui ha dedicato numerose inchieste di carattere antropologico sociale, religioso, quali Falerna, da casale a comune o il miracolo di San Tommaso. Tornando al libro, Orlando ci spiega che la scelta è ricaduta sul settecento perché: "questo è stato un secolo di mutamenti economici, politici e sociali che hanno interessato tutte le terre, allora conosciute, del nostro pianeta. Non solo illuminismo, con la riaffermazione vigorosa della ragione e delle sue capacità critiche, ma anche rivolta delle colonie americane contro la madrepatria britannica e presa della Bastiglia. Sotto molteplici sfaccettaure – continua il navigato autore- il settecento assume il ruolo di secolo spartiacque, non solo per i progressi tecnologici e per la nascita del modello industriale, quanto per il movimento letterario, filosofico ed ideologico europeo". Quindi, un secolo foriero di novità ed innovazioni che si sono diffuse rapidamente diventando abitudini, basti pensare alle uova di Pasqua di cioccolato, inventate dagli Olandesi, al primo quotidiano uscito in Inghilterra nel 1702, con Milano che fu la prima città italiana ad illuminarsi materialmente con un sistema di lampade ad olio sospese e la denominazione delle strade e la numerazione delle case o l’ora legale nel 1725 etc. Insomma, gli insegnamenti del settecento, ci dice infine Orlando "sono validi ancora oggi", e Antonio Jerocades, chiamato l’abate rosso per le sue idee, convinto che ogni cambiamento politico necessitava di un preventivo mutamento in campo pedagogico, auspicò una rivoluzione culturale in grado di creare le condizioni per una trasformazione radicale della società».

(pubblicato sul quotidiano "Calabria Ora" del 18 settembre 2007)

8 settembre 2007, presentazione a San Mango d'Aquino (CZ)



Nella suggestiva cornice della chiesa madre, occhi puntati su La Calabria del Settecento, progetto ormai germogliato ma ancora in fase di stampa.
Una serata densa e pregna di emozioni per Armando Orlando, autore ed anima del progetto Calabria del Settecento, che a San Mango è nato e risiede.
Cario ed Orlando prendono la parola, dopo aver dato spazio alle armonie ed alle melodie popolari calabresi, riarrangiate dai Phaleg.
Anzitutto, vengono tracciate le direttrici e gli scopi principali del libro, che nasce su solide basi scientifiche ma con intenzioni prettamente divulgative, rivolgendosi ad un target di lettori piuttosto ampio.
Non mancano, gli echi ed i riferimenti alla letteratura ed alla ricerca storica più autorevole (Placanica, Cingari, Valente, Galasso) ed al giornalismo storico (Montanelli).
Orlando si sofferma sulle innovazioni tecniche, culturali, ideologiche, introdotte nel XVIII secolo, corredando il suo intervento di aneddoti e di risvolti storici locali.
Cario completa il panorama, tracciato dal suo collega, indicando le direttrici principali del libro: inserire la Calabria in un'ottica di sistema, con riferimento alla politica estera degli Stati italiani ed esteri; individuare e ricostruire le cause storiche che determinarono, in concreto, il contesto amministrativo e lo stile di vita dei calabresi.

venerdì 14 marzo 2008

Cleto (CS), 23 agosto 2007: la prima presentazione

A Cleto, antico borgo e castello, lambito dal fiume Savuto, che i Latini appellavano Sabatum, Armando Orlando ed Armido Cario, tengono a battesimo la loro "creatura" culturale. L'opera deve ancora scorrere fra i nastri delle rotative industriali di Rubbettino, eppure La Calabria del Settecento è già nata, partorendo idee ed opinioni, sollevando discussioni e dibattiti.
La "prima" ufficiale si tiene il 23 agosto, in piazza Chiesa della Consolazione. La tavola rotonda, denominata La Calabria del Settecento, è stata nobilitata dall'intervento di autorevoli relatori:
Franco Del Buono, direttore di "Calabria Letteraria",
Maggiorino Iusi, studioso,
Frncesco Volpe, storico.
L'incontro culturale è stato accarezzato da una cospicua e meritata affluenza di pubblico, che ha riempito la piazza cletese, colma di residenti ed emigrati, tornati al borgo natio per le ferie estive.

Il libro



"La Calabria del Settecento" (scarica la locandina)
Natura: Monografia
Autori: Orlando, Armando; Cario, Armido
Pubblicazione: Soveria Mannelli, Calabria Letteraria editrice, 2007
Descrizione fisica: p. 216; cm 21
Numeri: ISBN 978-88-7574-134-1
Soggetti: CALABRIA – STORIA MODERNA – STUDI MERIDIONALI
Classificazione: STORIA DELLA CALABRIA – 945.78 Cdd ed. 21
Paese di pubblicazione: ITALIA
Lingua di pubblicazione: italiano

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Gli autori

Armando Orlando è nato nel 1948. È stato impiegato metalmeccanico a Milano, dirigente d’azienda a Roma e quadro direttivo bancario a Catanzaro. Autorevole e qualificato autore di saggi storici e di opere di letteratura locale, fra cui La Calabria intorno al Mille. Storia di una diversità. È autore di una Breve storia dell’emigrazione calabrese per il sito sanmango.org. Ha collaborato con quotidiani e periodici in Italia ed all’estero.

Armido Cario, ventotto anni, è laureato a pieni voti in scienze politiche, presso l’Università della Calabria, con una tesi sulla tutela dei diritti fondamentali nell’Unione europea. Ha svolto attività di ricerca presso lo stesso Ateneo ed è autore di pubblicazioni scientifiche nel campo del diritto comparato ed europeo. Opera sulla carta stampata da un decennio, firmando articoli per testate regionali e nazionali. Si occupa di impegno civile, di politica, di recensioni e critiche artistico-letterarie, oltre che di ricerca storica. Tra i suoi saggi di spicco: La giustizia in Italia dalla proclamazione del Regno ai giorni nostri e La scuola calabrese dall'Unità nazionale al
secondo dopoguerra
. Vive a Falerna (CZ), a cui ha dedicato numerose inchieste di carattere antropologico, sociale, religioso (Falerna, da casale a comune. Storia politica, sociale ed amministrativa del comune tirrenico; Liturgia sacra e riti profani; Il miracolo di San Tommaso. Storia di un 8 settembre dimenticato). Ha già lavorato con Orlando nel ’97,
curando le traduzioni dal latino per il suo San Mango d’Aquino: la storia.

L'idea

Sotto molteplici sfaccettature, il Settecento assume il ruolo di secolo spartiacque: non solo per i progressi tecnologici e per la nascita del modello industriale, quanto per il movimento letterario, filosofico ed ideologico europeo. Un secolo foriero di novità ed innovazioni, che si sono diffuse rapidamente e che sono diventate abitudini, routine della nostra vita quotidiana.
Da una serie di articoli pubblicati su Calabria Letteraria, la rivista di cultura e arte fondata da Emilio Frangella nel 1952, nasce un libro, e la ricostruzione degli accadimenti della regione, nell’arco di un secolo, assume un valore intrinseco, ben più profondo della cronaca minuta e quotidiana. Con un occhio costante gettato alle dinamiche di sistema, nazionali ed internazionali: in poche parole, alla politica estera degli Stati italiani e delle potenze estere; ed un angolo visuale dominato dalle variabili indipendenti, dalle cause storiche che determinarono il contesto amministrativo e gli stili di vita dei calabresi del Settecento.