mercoledì 9 marzo 2011
La Costituzione siamo Noi: manifestazione a difesa della costituzione del 12 Marzo
martedì 18 gennaio 2011
"I diritti dei lavoratori e dei politici" di Beppe Del Colle
Alla prima immagine si riferiscono la sentenza della Corte costituzionale a proposito della legge sul legittimo impedimento per le più alte cariche dello Stato a presentarsi ai processi penali in cui sono imputate: una sentenza che ha dimezzato le possibilità offerte da quella legge, riaffidando ai giudici il compito di vagliare se un impedimento proposto dalla difesa sia o no giustificato, nel rispetto dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla giustizia; e, il giorno dopo, la richiesta della Procura di Milano di un giudizio immediato contro Berlusconi per due ipotesi di reato: atti sessuali con una minorenne in cambio di denaro o di altra utilità economica, e concussione nei confronti di funzionari di Polizia impegnati, il 27 maggio 2010, a identificare la predetta minorenne denunciata per furto da una conoscente.
Non abbiamo la minima intenzione di esprimere previsioni a proposito di questo giudizio immediato, chiesto perentoriamente da una Procura (che in un documento ufficiale si dice in possesso di prove sufficienti per far saltare tutta la fase di giudizio preliminare) e contro cui la difesa del premier sta preparando una prevedibile strategia di rinvii. Resta il fatto che nella vicenda della minorenne Ruby, marocchina che si tentò di far passare per nipote del presidente egiziano, risalta la personalità di un politico che, forse, ha sbagliato secolo, immaginandosi simile ai signori rinascimentali ai quali tutto era permesso, grazie all’assenza di un’opinione pubblica informata e all’acquiescenza delle gerarchie circostanti.
Per quanto riguarda la seconda immagine dell’Italia di oggi, il referendum di Mirafiori ha detto quello che doveva dire: un sì misurato al contratto firmato dai sindacati, esclusa la Fiom, che limita alcuni diritti di operai e impiegati su orari, turni, straordinari, assenze per malattia, rappresentanze sindacali, in cambio di un progetto-promessa di futuri vantaggi grazie a una maggiore produttività.
Quel voto è stato un atto di coraggio che non ha tolto dignità alla parte di poco sconfitta e, come ha detto il nuovo arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, «ha posto in risalto che investire sulle persone e sul futuro del nostro territorio offre a tutti gli imprenditori nuove e concrete opportunità». Un augurio (e un impegno per tutti) non da poco.
(tratto da "Famiglia Cristiana", 18/01/2011)
venerdì 10 dicembre 2010
"Roma, poltrone ai fascisti" di Emiliano Fittipaldi
"Boia chi molla, gridava a fine anni Ottanta il giovane Gianni Alemanno, al tempo capo del Fronte della Gioventù e fedelissimo di Pino Rauti, leader dell'ala movimentista dell'Msi e futuro suocero.
Vent'anni dopo, nessuno può accusarlo di incoerenza: Gianni, diventato sindaco di Roma, non ha mollato nessuno. Non ha tradito, non ha lasciato per strada i vecchi camerati, nemmeno quelli finiti in galera per banda armata e atti terroristici, neppure i personaggi più discussi della galassia d'estrema destra protagonista degli anni di piombo. Anzi.
Nell'anno di grazia 2010 Roma è sempre più nera, con fascisti ed ex fascisti che spuntano dappertutto. Nei posti cardine dell'amministrazione comunale e nell'entourage ristretto del nuovo Dux, nell'assemblea capitolina e nelle società controllate dal Comune, passando per enti regionali e ministeri.
Vecchie conoscenze sono comparse anche nella parentopoli che ha investito l'Atac, dove lavorano - come ha scritto Ernesto Menicucci sul "Corriere" - l'ex Nar Francesco Bianco (in passato arrestato e processato per rapine e omicidi insieme ai fratelli Fioravanti, fu scarcerato per decorrenza dei termini) e l'ex di Terza posizione Gianluca Ponzio. Ponzio oggi è a capo del Servizio relazioni industriali della municipalizzata del Comune, negli anni Ottanta fu protagonista di arresti plurimi per rapina e possesso d'armi.
La sinistra ha gridato allo scandalo, ma i due sono sono solo la punta dell'iceberg di un gruppo di potere sempre più radicato in città, cementato dagli ideali e dall'antica appartenenza, da interessi (anche economici) e da relazioni amicali e familiari. La lista comprende ex militanti di Terza posizione e dei Nuclei armati rivoluzionari, uomini di Forza nuova, naziskin vicini alla cricca di Gennaro Mokbel, capi storici di Avanguardia nazionale, ultrà e combattenti delle battaglie degli anni Settanta e Ottanta. Battuto a sorpresa Francesco Rutelli, disintegrati i potentati di Forza Italia (già messi a dura prova durante la giunta regionale guidata da Francesco Storace) ora sono nella cabina di controllo e, nella nerissima capitale, comandano loro.
Uomini d'oro
I due personaggi più influenti dell'amministrazione non sono assessori, ma due amici del sindaco: Franco Panzironi e Riccardo Mancini. Del primo, a capo dell'Ama, si sa praticamente tutto. Meno noti, invece, sono i trascorsi dell'uomo che Alemanno ha voluto alla guida di Eur spa, società controllata dal Campidoglio e dal ministero dell'Economia che ha nel suo portafoglio immobili per centinaia di milioni. Mancini, classe 1958, ha finanziato la campagna elettorale del 2006 e ha fatto da tesoriere durante quella del 2008.
È un imprenditore di successo: erede di parte del patrimonio della famiglia Zanzi (energia e riscaldamento), ha comprato nel 2003 la Treerre, società di bonifiche e riciclaggio che fattura oltre 6 milioni di euro l'anno. Anche lui, che ha sempre vissuto all'Eur, è stato vicino ai camerati di Avanguardia nazionale: nel 1988 è stato processato - insieme ai leader del movimento Stefano Delle Chiaie e Adriano Tilgher, che oggi lavora in Regione con Teodoro Buontempo - e la Corte d'Assise lo condannò a un anno e nove mesi per violazione della legge sulle armi. Ora, dopo vent'anni, Alemanno gli ha dato le chiavi di un quartiere che conosce bene, quello del "mitico" bar Fungo, dove un tempo si ritrovavano quelli di Terza posizione, i ragazzi di Massimo Morsello e il gruppo di Giusva Fioravanti.
Una curiosità: un socio in affari di Mancini, Ugo Luini (amministratore della holding del gruppo, la Emis) è pure tra i consiglieri della fondazione del sindaco, Nuova Italia.
Mancini e Panzironi, ovviamente, si conoscono bene. A novembre il capo dell'Eur Spa ha assunto Dario, il figlio di Franco, già portaborse al Comune e ora funzionario con contratto a tempo indeterminato. La scelta ha fatto gridare allo scandalo il centrosinistra, ma sono altre le indiscrezioni che preoccupano Alemanno.
Mancini, l'uomo che dovrebbe gestire la Formula 1, è infatti amico di Massimo Carminati, tra i fondatori dei Nar e leader della sezione dell'Eur, simpatizzante di Avanguardia nazionale e sodale della Banda della Magliana: il personaggio del "Nero" del film "Romanzo Criminale" è ispirato alla sua storia. I due sono spesso insieme, tanto che qualcuno sospettava che l'ex estremista (incriminato per vari delitti efferati ma assolto - quasi sempre - da ogni accusa) fosse stato assunto dalla municipalizzata. «Una sciocchezza» chiosano a "L'espresso" gli uomini del sindaco «Mancini lo vede solo perché si conoscono da anni. Nessun rapporto di lavoro»."
(tratto da L'Espresso, 09 dicembre 2010)
venerdì 5 novembre 2010
sabato 30 ottobre 2010
Famiglia Cristiana: "Berlusconi è malato e senza autocontrollo"
L’ultima bufera su Berlusconi e la sua corte di ragazze sta provocando ondate di reazioni, una diversa dall’altra. C’è chi, con linguaggio sprezzante, lo esorta a dimettersi. Chi già apertamente lo insulta nelle rubriche tv, con termini da trivio. Chi vede solo l’aspetto etico e chi tenta analisi politiche a freddo, interrogandosi sulle conseguenze. Chi tende a ingigantire e chi tenta di arginare: però nel secondo caso, vedi stampa di destra, con titoloni su tutta la prima pagina. Per una vicenda che si voleva sopire, strana tecnica. E siamo solo all’inizio. Come sa chi ha un minimo di esperienza sul gossip e le sue diramazioni, aspettiamoci il peggio.
Fra tutte queste reazioni ne manca una che faticheremmo a definire, qualcosa che sta fra la tristezza civile e la pietà umana. Non assistiamo soltanto a una tegola sulla testa del Berlusconi politico, primo ministro in carica e aspirante al Quirinale. Né stavolta si può parlare di complotto giudiziario, o tanto meno poliziesco. Semmai, fino a ieri, prevaleva la circospezione. Il fatto è che esistono testimonianze, alcune opinabili ma altre, ahimè, documentate, che creano un duplice ordine di problemi.
Uno, ovviamente, è politico: la credibilità, meglio ancora la dignità, dell’uomo che governa il Paese; i riflessi sulla vita nazionale e sui rapporti con l’estero; l’esempio che dall’alto viene trasmesso ai normali cittadini. I quali non si sognano né trasgressioni né festini, ma da oggi dovranno abituarsi alle variazioni pecorecce sul “bunga bunga”.
L’altro problema, da valutare come se Berlusconi fosse un tizio qualunque, è la condizione che già la moglie, Veronica Lario, aveva pubblicamente segnalato. Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perchè consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro. Si sa che Berlusconi è un generoso, non lesina su aiuti e ricompense. Ma quale tipo di aiuti, e ricompense per che cosa? Incredibile che un uomo di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocrontrollo. E che il suo entourage stia a guardare.
E’ vero che in passato abbiamo avuto personaggi di primo piano che, oggi, non l’avrebbero passata liscia. Altri tempi, però. Altro comportamento di giornali e tv. Altre cautele. O forse allora si taceva o si sminuiva un po’ per prudenza, un po’ per tristezza e un po’, nessuno sghignazzi, per pietà".
da Famiglia Cristiana del 29 ottobre 2010
sabato 23 ottobre 2010
sabato 9 ottobre 2010
"Falerna, un documentario sul canale Marco Polo di Sky" di G. B. Romano
FALERNA - Lunedì a mezzogiorno e martedì alle ore 4.30 la cittadina costiera sarà su Sky. Il canale 414 "Marco Polo" della tv satellitare trasmetterà un documentario della serie "Borghi marini" su Falerna. A comunicarlo con tanto entusiasmo Armido Cario, coautore con Armando Orlando del libro "La Calabria del Settecento". Cario è una delle persone intervistate nel corso della realizzazione del programma di Riccardo Marino. Ventitré minuti di trasmissione dedicati a Falerna, ricchi di immagini suggestive e interessanti notizie storiche e antropologiche. Un servizio che offre ai telespettatori aspetti in alcuni casi inediti della cittadina tirrenica. Dal documentario esce fuori una realtà a volte sconosciuta agli stessi falernesi ("Terra di lunghe tradizioni e pescatori"). Una realtà talora migliore di quella che la gente è abituata a vedere. «Un gioiello, che si affaccia nello splendido mare della Calabria, ricco di tradizioni, di costumi popolari e di pesca», toccato dal fenomeno migratorio del Novecento. Il servizio si apre con affascinanti immagini del mare falernese, che gioca un ruolo centrale nella locale economia e con il quale la popolazione ha un rapporto viscerale. Una famiglia di pescatori ne descrive l'importanza per il suo reddito, ma anche le difficoltà a cui il mare sottopone chi sceglie di vivere pescando. Fra l'altro emerge la graduale riduzione della quantità di pesci che si riescono a catturare con le reti. Ne sarebbe causa la cosiddetta pesca a strascico, che rovina i fondali e disturba la deposizione delle uova delle specie ittiche. Di cui il naturalista subacqueo Walter Fratto, un altro degli intervistati del servizio di Sky, evidenzia il rischio d'estinzione insieme con la soluzione adottata per arginare gli effetti deleteri dello strascico.
Per favorire il ripopolamento ittico nei fondali dello specchio di mare antistante alla località falernese di Torre Lupo, a circa novecento metri dalla costa, sono stati creati cinque atolli artificiali con piramidi vuote, i cui numerosi interstizi delle pareti richiamano la presenza dei pesci. Le strutture sommerse si trovano a una profondità tra i diciassette e i quaranta metri. Fratto sottolinea come da qualche decennio l'eccesso di prelievo di pesci dal mare ne abbia mutilato la capacità riproduttiva. Ma Falerna non è solo mare, la cui forza trainante per il territorio è indiscutibile: è anche comunità con la sua storia, le sue tradizioni e i suoi problemi. Proprio per potere affrontare meglio questi ultimi nel 1904 nel borgo storico di Castiglione Marittimo fu costituita la Società operaia di mutuo soccorso "Principessa Jolanda Margherita". Il presidente del sodalizio, Gennaro Grandinetti, nel corso del documentario ne evidenzia l'importante opera svolta a beneficio della piccola comunità. Armido Cario illustra, invece, le fasi storiche falernesi: il primo insediamento nel Paleolitico (lo testimonierebbero tracce rinvenute a Torre Lupo), la fondazione di "Castel Leone" in epoca normanna, la nascita del nucleo abitato dell'attuale Falerna Superiore alle pendici di monte Mancuso nel Seicento.
(tratto da La Gazzetta del Sud del 2 ottobre 2010)
mercoledì 11 agosto 2010
''Berlusconi spieghi come acquistò la villa di Arcore''
Il finiano invita il Cavaliere a spiegare ''come riuscì ad assicurarsi per soli 500 milioni di lire questo immobile di 3.500 metri quadri con terreni di circa un milione di metri quadri grazie al ruolo di Cesare Previti prima avvocato della venditrice e subito suo legale e uomo di fiducia''.
''Fini - aggiunge Briguglio - ha dato risposte precise ed esaurienti sulla casa ereditata da An a Montecarlo. Attendiamo ora che altrettanto faccia il presidente del Consiglio. E dica anche - continua - se lui, la sua famiglia, il suo gruppo imprenditoriale fanno ricorso a società offshore con sede in paradisi fiscali e dia tutti i dettagli sugli intrecci fin dall'inizio della sua attività imprenditoriale con finanziarie svizzere. Aspettiamo sue dettagliate ed esaurienti risposte. Al punto in cui siamo - conclude - il primo a dimostrare il massimo della trasparenza deve essere il capo del governo".
Intanto, botta e risposta a distanza tra il coordinatore del Pdl Sandro Bondi e il capogruppo di Fli che in un'intervista ha chiesto le dimissioni di Silvio Berlusconi. ''Chiedere come fa oggi Bocchino da una parte le dimissioni pressoché dell'intero governo e dall'altra parte la convocazione di un vertice con tanto di verifica - sottolinea Bondi -, tradisce l'estremo stato di confusione e di smarrimento in cui si trova il capogruppo di Fli''. ''Ho l'impressione - continua - che a Bocchino sfugga, quantunque faccia sfoggio di baldante sicurezza, la durezza e al tempo stesso la complessità della politica".
Immediata la reazione del capogruppo di Fli che rispedisce al mittente l'accusa e ribatte: ''Sandro Bondi anziché aggredirmi verbalmente dicendo che sono in stato confusionale farebbe bene a dirci se nella scala dei suoi valori deve dimettersi prima un plurimputato come Berlusconi o il presidente Fini a cui la magistratura non ha niente da chiedere neanche come persona informata sui fatti''.
''La differenza tra noi e Bondi - continua Bocchino - è anche nella lealtà perché noi abbiamo sempre difeso Berlusconi dalle aggressioni esterne mentre loro si sono fatti promotori di un'aggressione contro Fini soltanto perché, e uso parole di Feltri, non si è voluto 'mettere a cuccia' nel 'partito contorno'''. ''Che Bondi provi piacere a stare a cuccia facendo il contorno di Berlusconi è comprensibile, così come è comprensibile che Fini con la sua storia e il suo consenso abbia scelto di non starci'', conclude il capogruppo di Futuro e Libertà.
mercoledì 4 agosto 2010
Famiglia Cristiana: "Stato padronale, ministri ridotti a servitori"
Il disastro etico è sotto gli occhi di tutti. Quel che stupisce è la rassegnazione generale. La mancata indignazione della gente comune. Un sintomo da non trascurare. Vuol dire che il male non riguarda solo il ceto politico. Ha tracimato, colpendo l’intera società. Prevale la “morale fai da te”: è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati. Il “bene comune” è uscito di scena, espressione ormai desueta. La stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, interessi e convenienza.
Se è vero, come ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, che «la legalità è un imperativo categorico per tutti, e in primo luogo per i politici, e nessuno ha l’esclusiva», è altrettanto indubbio che c’è, anche ad alti livelli, un’allergia alla legalità e al rispetto delle norme democratiche che regolano la convivenza civile. Lo sbandierato garantismo, soprattutto a favore dei potenti, è troppo spesso pretesa di impunità totale. Nonostante la gravità delle imputazioni. L’appello alla legittimazione del voto popolare non è lasciapassare all’illegalità. Ci si accanisce, invece, contro chi invoca più rispetto delle regole e degli interessi generali. Una concezione padronale dello Stato ha ridotto ministri e politici in “servitori”. Semplici esecutori dei voleri del capo. Quali che siano. Poco importa che il Paese vada allo sfascio. Non si ammettono repliche al pensiero unico. E guai a chi osa sfidare il “dominus” assoluto.
Contro l’impotenza morale del Paese, il presidente Napolitano ha invocato i «validi anticorpi» di cui ancora dispone la nostra democrazia e la collettività. Famiglia, scuola e, soprattutto, mondo ecclesiale sono i primi a essere chiamati a dare esempi di coerenza e a combattere il male con più forza. Anche di questo si dibatterà a Reggio Calabria, dal 14 al 17 ottobre, nella 46ª edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Dei 900 delegati, 200 sono giovani. Una scelta. Un investimento. Un piccolo segnale di speranza.
(tratto da Famiglia Cristiana del 5 agosto 2010)
domenica 25 luglio 2010
Granata: “Una ciclopica questione morale nel PdL”
Da una parte è evidente ed esibita l’intenzione di contestare alla maggioranza una persecuzione nei confronti della corrente finiana a scapito di impegni più importanti; ma nel pezzo pubblicato in prima pagina sul Secolo di oggi a firma dell’onorevole Fabio Granata – uno dei più agguerriti esponenti di quella corrente – c’è soprattutto un salto di qualità nella contestazione dall’interno del malaffare che condiziona pesantemente le attività del partito. E che segue l’eclatante protesta dei giovani del PdL della settimana scorsa contro la santificazione di Marcello Dell’Utri all’indomani della sua condanna. Scrive oggi Granata:
Gli arresti di Flavio Carboni e compagnia sembrano confermare, con un ulteriore gravissimo tassello, l’esistenza di una ciclopica questione morale che attraversa la politica italiana e il partito nel quale abbiamo fatto confluire la storia antica, nobile e trasparente della destra italiana. Logge coperte, intrighi, collegamenti mafiosi, personaggi che ritornano dalle pagine buie della Repubblica, ci hanno catapultato in uno scenario, un po’ vintage, da Romanzo criminale.
Granata poi ricorda gli attacchi personali nei suoi confronti e di altri suoi colleghi (Bongiorno, Bocchino, Fini) arrivati dall’interno del PdL, sottolineando quello del ministro Bondi. E rimprovera Prestigiacomo, Cicchitto, Frattini – “per non parlare dei vecchi amici – si fa per dire – di An” – di tacere sulla summenzionata “questione morale”: “opache dinamiche molto di confine tra politica, affari e criminalità organizzata”.
Il grande business dell’eolico selvaggio che sta devastando il paesaggio delle nostre isole e del Mezzogiorno, il riciclaggio di denaro di dubbia provenienza, il condizionamento a fini economici delle scelte politiche, il filo rosso di rapporti e ambienti confinanti con le mafie, gli attestati di eroismo a mafiosi conclamati, la presenza di pregiudicati nelle liste o nei Consigli regionali e tante altre poco lusinghiere vicende, il tutto senza che nei vertici del Pdl ci sia mai stata una parola di condanna o di allarme o uno sforzo per imporre regole e comportamenti all’altezza di un progetto politico che dovrebbe governare l’Italia e rilanciare la sua nobile storia…
L’intervento si conclude con l’evidente – tardivo? – allarme di chi è convinto di aver consegnato una storia politica di legalitarismo all’illegalità e all’indulgenza nei suoi confronti.
Queste le gravissime questioni sulle quali ci piacerebbe vedere all’opera il decisionismo del premier Berlusconi. Tra mille critiche e scomuniche siamo stati i soli a chiedere un passo indietro a Cosentino e le dimissioni a Scajola e Brancher, salvo poi vederci dar ragione dallo stesso premier. I soli a opporci all’approvazione di un testo sulle intercettazioni che avrebbe fatto a pezzi strumenti indispensabili di indagine e contrasto a mafie e corruzione, i soli a stigmatizzare i continui tentativi di nuovi condoni edilizi, grandi regali alle mafie delle speculazioni e del cemento, i soli a riaffermare l’esigenza di verità e giustizia sulle stragi del ‘92. Altro che “controcanto”, qui c’è di mezzo la difesa di una vocazione politica antica e nobile. E soprattutto un grande patrimonio di sogni, lotte e speranze che non permetteremo siano infangate o neutralizzate da piccoli uomini al servizio di interessi oscuri.
sabato 17 luglio 2010
Ave, Caesar, morituri te salutant
(Maximilien de Robespierre)
mercoledì 21 aprile 2010
Povera Patria - Il nuovo che avanza: la Polverini nel polverone
Povera Patria (F. Battiato)
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
venerdì 26 febbraio 2010
Ah, che sarà, che sarà...
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste, nelle parole
che accende le candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza
quel che non ha ragione
nè mai ce l'avrà
quel che non ha rimedio
nè mai ce l'avrà
quel che non ha misura.
Oh, che sarà, che sarà
che vive nell'idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai-e-dai delle meretrici
nel piano derelitto dei banditi.
Oh, che sarà, che sarà
quel che non ha decenza
nè mai ce l'avrà
quel che non ha censura
nè mai ce l'avrà
quel che non ha ragione.
Ah che sarà, che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare
che tutte le campane andranno a cantare
e tutti gli inni insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
persino il Padreterno da così lontano
guardando quell'inferno dovrà benedire
quel che non ha governo
nè mai ce l'avrà
quel che non ha vergogna
nè mai ce l'avrà
quel che non ha giudizio"